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Faccio quello che dovrei evitare

K. non c’è più. L’ho scoperto stamattina vedendo una foto commemorativa nel bar che preferiva.

È morto a luglio. Era un coscritto di mia madre ed era una delle persone simbolo dl nostro paesello. Conosceva tutti tutti lo conoscevano. Era sempre gentile e sorridente e strettamente legato alla nostra terra.

Forse però non era gentile con se stesso. Avrebbe dovuto vivere una vita tranquilla e sana per stare meglio, invece faceva male a ste stesso assumento alimenti e atteggiamenti controproducenti solo perchè era abituato così.

Oltre al momento di tristezza per la sua mancanza, ho provato tristezza anche nei miei confronti.

Troppo spesso faccio quello che dovrei evitare per stare meglio.

Mangio cibi che non mi fanno bene e abuso moltissimo di cibi che amo , ma che mi fanno malissimo.

Sto spesso al pc e al cellulare a non fare nulla di utile a me stessa e al mondo.

Spenso soldi per sciocchezze per poi lamentarmi a fine mese.

Ho un postura sbagliata, mangio male, dormo poco, mi dedico poco alla cura del mio corpo, mi sto ritraendo di fronte alla sessualità, vivo di fantasie feklici e poi mi lamento della realtà, spreco tempo in cavolate galattiche e dò importanza alle cose sbagliate.

Mi sto facendo del male. E anche se il mio corpo me lo dice in tutti i modi, lo ignoro perchè sono abituata a vivere così.

Non voglio vivere così.

Se voglio dare un esempio positivo alle persone che conosco e che amo, dovrei amare me stessa e aiutarmi a stare bene.

Mi dispiace che non incontrerò più K. Mi dispiace non incontrare più tante persone meravigliose che però si sono distrutte da sole. Mi dispiace per il male che mi faccio ogni giorno. Mi dispiace perchè mi dimentico di amarmi e che distruggendomi potrei far soffrire chi amo.

Addio anime amiche. è stato bello conoscervi e farò tesoro del vostro insegnamento.

GG

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Disogranizzata Disordinata Scollegata Incostante Bugiarda

Ecco come giudico me stessa. Spesso ho ricevuto alcuni di questi giudizi da altri, ma fondamentalmente sono farina del mio sacco.

La cosa che più mi inquieta è che 4 giudizi su 5 li affibbierei anche a mia madre. Solo 4 perchè lei è tutto fuorchè disordinata. Una specie di maniaca dell’ordine e della pulizia.

Anyway

Questa somiglianza mi inquieta perchè questi giudizi che, secondo me descrivono bene mia madre, mi hanno fatto tanto soffrire nella vita. Quindi riconoscermi come disorganizzata, scollegata (dalla realtà), incostante e bugiarda (soprattutto con me stessa) mi mette in crisi e se poi ci aggiungo pure l’essere disordiata… Mah…

Che fare dunque.

Smettere di essere queste cose è più facile a dirsi che a farsi, ma un modo per cambiare le carte in tavola, deve esserci! Quindi basta trovare la soluzione.

Disorganizzata e incostante nella mia quotidianità vanno sempre a braccetto. Parto sempre a bomba nei progetti per poi perdermi ad ogni ostacolo di poco conto.

Esempio: Mi organizzo perfettamente una giornata con momenti di lavoro, pause, lavori di casa, momenti di gioco e attività fisica. Poi arriva una chiamata di mia sorella che mi racconta di aver litigato con la suocera e i piani vanno a farsi benedire. Finita la telefonata potrei anche tornare alle mie robe, ma invece continuo a pensarci e cerco di risolvere i problemi di mia sorella ( come se fossero fatti miei!).

Il giorno dopo magari riparto in quarta seguendo il mio piano infallibile e poi capita un’altra sciocchezzuola che mi blocca e mi scollega dalla realtà, facendomi volare in un mondo fantastico e inesistente.

Esempio: un’amica mi tagga su un video che suscita un certo fremito emotivo che diventa il chiodo fisso della giornata!

Oppure per restare fedele al piano originale magari trascuro l’ordine buttando tutti i vestiti nell’armadio alla rinfusa per sette giorni di fila per poi trovarmi a impiegare un sacco di tempo a rimettere tutto a posto.

Capita anche che per qualche settimana io faccia qualcosa in modo puntuale e costante ogni giorno, ma poi arriva sempre quel momento in cui dico: Oggi proprio non ne ho voglia! e salta tutto.

Le bugie poi me le racconto alla grande! forse anche per compensare gli altri giudizi. Magari mi racconto (o racconto a terzi) di essere sempre ordinata e puntuale specialmente nella gestione della routine di mia figlia piccola.

Esempio: Alle 8 si va a letto! ma non è vero quasi mai

Che fare dunque?!

Credo che la chiave sia la gentilezza. Non siamo abiuati ad essere gentili, magari qualche volta ma non sempre e comunque e, magari, a prescindere.

Pianificare va bene, che i piani saltino va bene, avere dei momenti di pigrizia va bene. Dire buige no! quello no

Voglio dire che ovviamente lavorare su ognuno di questi giudizi per trasformarli e trasmutali sarebbe il top. E ho intenzione di farlo. Ma non devo cambiare completamente oggi. Oggi posso però fare un primo passo e vedere cosa succede e, se proprio non funziona, fare un passo diverso il giorno dopo. L’importante credo sia volere migliorare e agire un passo alla volta per farlo.

Appena finisco di scrivere quí, farò una lista per vedere le cose che faccio ogni giorno e quali a partire da oggi potrei portre avanti con costanza. Non per forza ogni giono, ma magari scegliere un giorno alla settimana in cui farlo e metterlo in agenda.

Penso che scriverò ogno giorno al mattino solo tre piccole azioni che nell’arco della giornata vorrei portare a termine.

E la sera proma di dormire dedicare qualche minuto a pensare al mio progetto di vita. Magari chiedendomi se mi piace? a che punto sono? Quale piccolo passo posso fare per raggiungerlo? Come sto adesso? Come mi sento? Come vorrei sentirmi?

Ho gia tre nuovo piccoli progetti! assolutamente fattibili e carini.

Qualcuno a voglia di condividere i propri passi o nuove idde per uscire dai blocchi esistenziali?

icordati di splendere!!!

GG

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Lei imita la mia aggressività

La mia bambina di 3 anni è socievole, fantasiosa e divertente: Questo la stragrande maggioranza del tempo. Ma se a un certo punto qualcune le dice “no” lei spesso si arrabbia: furiosamente. Gli scoppi d’ira sono normali a questa età e va bene, ma io ci rivedo molto me stessa, purtroppo…

Quando sono stanca a volte divento impaziente, alzo la voce e inizio a minacciarla con cose del tipo: ” se non la smetti ti metto via il tuo gioco preferito!”

Sul momento mi comporto così in modo istintivo senza pensare. Forse inconsapevolmente imito il modo in cui mia madre si rivolgeva a me da bambina. Ma poi soffro molto.

Vado dalla bambina , la guardo negli occhi e le dico che mi dispiace di essere diventata cattiva e che quando sono molto stanca mi arrabbio facilmente e che non è colpa sua.

So che è importante dirle questo per non incolparla della mia di ira. Ma quando la vedo reagire con aggressività e magari anche pizzicare o mordere altri bambini, mi sento in colpa perchè mi pare che stia imitando me.

Questo non va bene affatto. Quindi sto pensando a delle soluzioni per vivere momenti tranquilli insieme , ma soprattutto mantenere la calma anche quando sono stanca e lei urla o combina guai.

Forse andare a dormire prima la sera potrebbe aiutare entrambe. Forse passare più tempo insieme calmerebbe a entrambe i nervi, d’altronde io amavo stare spesso con mia mamma da bambina. Forse aumentare il tempo di qualità insieme aumenterebbe la gioia di stare insieme e anche la sua sicurezza. Forse più affetto in casa anche tra noi genitori creerebbe più vibrazioni positive. Forse creare dei nuovi rituali casalinghi come pulire, riordinare, sparecchiare insieme la aiuterebbe ad essere più sicura di sè e coivolta in casa. Forse meditare un po’ ogni giorno calmerebbe i miei nervi e lei potrebbe imitare la mia calma, magari potremmo giocare a meditare insieme.

Ora basta metterle in pratica!

Ricordati di splendere!!!

GG

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Paura di perdere le mie radici

Sono stata a trovare i miei nonni negli ultimi giorni. Non li vedevo da due anni per via della pandemia e sono emozionata molto a rivederli…Non credevo che sarebbe stato un incontro così emotivamente toccante.

Mi sono spaventata quando un’anno fa mi dissero di essersi presi il famoso virus. Sono stati molto male. Ma li sentivo a distanza e per me contava solo che fossero vivi.

Rivederli però è stato intenso. Li ho tovati abbattuti. Mio nonno che è sempre stato con l’argento vivo addosso, ora è spossato e serio. I suoi polmoni non si sono ripresi del tutto e gli occhi sono spenti. Mentre mia nonna lo sprona continuamente ad essere vitale.

Abbiamo passato insieme due giorni interi (senza rischi visto che pure io sono stata colpita dal protagonista della pandemia a febbraio). Abbiamo ricordato il nostro passato insieme. Li ho aiutati con i lavori in giardino e abbiamo letto insieme il piccolo libro che mio nonno ha scritto sulla sua vita. Si tratta dei suoi ricordi che comprendono anche la guerra che ha vissuto da bambino. Mi è venuto il magone a leggere la parte in cui i fasci hanno fatto irruzione in casa loro, buttando giu la porta, per portare via il babbo suo e dei suoi fratelli perchè era un partigiano. È stato torurato per tre giorni nella casa dello studente della nostra città ( in cui io sono entrata quotidianamente per anni perchè vi è la mensa degli studenti universitari). Fortunatamente è riuscito a fuggire, ma è tornato a casa solo quando è finita la guerra: due anni dopo. Da bambino mio nonno ha visto molte armi, violenza e morte..Sono così fortunata a non aver visto ciò che ha visto lui…

Leggere questa vicenda mi ha stretto il cuore, perchè fa parte della mia storia famigliare che è viva solo grazie al mio nonno che me l’ ha sempre raccontata. Questa vicenda e tante altre ovviamente..Ma ho provato una grande tristezza all’idea che potrei perdere i miei nonni che sono una parte fondamentale delle mie radici. Insieme algi altri nonni che però non i sono più.

Porto i geni dei miei nonni e stranamente ne sento la responsabilità.

Credo che per qualche giorno sarò un po’ scombussolata dalla sberla emotiva dei giorni scorsi. ci convivrò finchè non troverò il modo di trasmutare queste paure e tristezze in tasselli che possano arricchire la mia anima.

Grazie nonni, grazie bisnonni che insieme avete fatto la storia. Grazie per aver creato un mondo che non è perfetto ma almeno quì è senza guerra. Grazie perchè sono più consapevole del fatto che i bambini non devovo vivere nella violenza e grazie perchè ho un forte desiderio di trasformare il mondo in un paradiso visto che ad oggi è ancora molto simile a un inferno.

Ricordati di splendere!!!

GG

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La sporcizia di mio padre

Mia padre è un grande uomo, sotto molti punti di vista. È buono, intelligente, disponibile, corretto, divertente… Ma è anche quello che definisco un “nemico dell’igiene“, in onore di questa divertente canzone de “Gli Atroci” 😉

Adesso ci scherzo, ma in realtà soffro molto per per questo motivo. Da bambina mi divertivo a pulire la casa nei periodi in cui ero da lui. Pulire e riordinare mi faceva sentire parte della casa stessa perchè me ne prendevo cura. Ma quando mi sono ritrasferita a casa con lui qualche anno fa ho iniziato a soffrirne davvero.

Chiaramente ho provato più volte a parlagliene per chiedergli aiuto, ma lui la sporcizia nemmeno la vede. Per lui sono io che esagero. E le volte che gli ho detto che non potevo fare tutto da sola, lui mi ha risposto che non dovevo visto che non c’è n’èra motivo. E che sbagliavo io a pretendere la pulizia visto che gli ambienti asettici indeboliscono il sistema immunitario.

Ora secondo me c’è differenza tra un ambiente asettico e uno pulito, ma su questo punto non mi ascolta.

Quando ero incinta e non convivevo ancora con il mio ragazzo, stavo molto male. Soffrivo di nausee pesantissime. Mi alzavo dal letto solo per svuotare il catino e la casa era un disastro. Se solo osavo entrare in cucina immediatamente scappavo in giardino per vomitare in un angolo.

Gli avevo chiesto spesso di aiutarmi in quei 9 mesi, eppure quando mi vedeva col pancione portare su per le scale l’aspirapolvere pesante, non alzava un dito. Quando poi è nata la mia bambina, ricordo di avergli chiesto in lacrime di aiutarmi perchè non avevo le forze di pulire ed era importante che la bambina fosse in un ambiente pulito. E lui mi aveva dato dell’ isterca (non credo che lo perdonerò mai per questo!) e mi ha risposto che per i bambini è importante costruire anticorpi.

Io soffrivo da matti e anche oggi ne soffro ancora. Giusto ieri la bambina ha buttato un cuscino per terra e io ho dato di matto. Le ho chiesto scusa e spiegato come mi sentissi…Ma il problema rimane. Anche perchè, sono ogni giorno a casa di mio padre, per occuparmi del mio cane, che deve vivere per forza con lui, e perchè nella mia vecchia camera c’è la scrivania che uso per studiare. Mi mancano 3 esami per finire l’Uni…

È una situazione molto complessa. così ho iniziato a ragionare per metafore: Se la casa di mio padre, che poi è la mia Casa, rappresentasse il mio corpo, la mia mente e il mio inconscio, allora la sporcizia sarebbe una somma dei miei cattivi pensieri, le mie lamentele, il mio rancore, la mia rabbia, il cibo malsano, ecc. Tutta sporcizia che è in me, insomma.

Da oggi inizio a pulire me. L’ alimentazione in primo luogo aiuta a stare meglio nel corpo ma anche alla mente.

Mi prenderò cura dei miei pensieri, delle mie emozioni e vi farò sapere se cambierà qualcosa anche nella casa per riflesso. E magari proverò a visualizzare la casa pulita e in ordine prima di entrarci.

Grazie casa, sei una buona casa. E grazie a mio padre che è un mio maestro di vita , anche se devo ancora cogliere la lezione da imparare!

Ricordati di splendere!!!

GG!

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Mia figlia mi dà della stupida!

Questa è una spiacevole novità. Mia figlia di tre anni quando è arrabbiata urla contro la persona con la quale ha un disappunto (quasi sempre con me!) e dice:” STUPIDO!!!”

E chissà il perchè……

Il motivo in realtà è ovvio. Lo sente da me. Imita me. Durante le passeggiate col cane, quando lui tira e contemporaneamente la bambina è da tenere d’occhio, me la prendo con lui e gli do dello stupido. A volte dico anche peggio come testa di caxxo o strxxxx!!

Non ne vado fiera. Anzi, ogni volta che lo dico me ne pento. Specialmente adesso che sto facendo un grande lavoro su di me.

Soffro molto qualndo la mia bimba ripete le mie parolacce. Sono imbarazzanti, ma anche la prova inconfutabile che a casa si usano e pure troppo spesso. Ho intenzione ad impegnarmi da adesso e essere consapevole delle mie parole e dell’ impatto che queste esercitano sulla mia vita e su quella delle persone che amo.

In questo senso posso citare due grandi maestri che al momento stanno guidando e ispirando la mia vita:

  • Don Miguel Ruiz, con il suo piccolo grande libro ” I Quattro Accordi”. È un libro di una semplicità incredibile e capace di stravolgere la vita per farne un capolavoro. In particolare indica appunto quattro accordi, o anche linee guida tra qui la mia preferita è “Sii impeccabile con la parola”. Geniale.
  • Giacomo Papasidero, lo seguo da molti anni e anche lui con grande sincerità ed energia aiuta le persone a trovare soluzioni per tutto! In particolare oggi seguito una sua lezione riguardo l’importanza delle parole. Consiglio vivamente di seguire il suo blog e i suoi corsi https://www.diventarefelici.it/blog/

Mi laverò la bocca col sapone.

Grazie alla mia bambina che è il mio specchio più sincero. E grazie a me stessa per aver riconosciuto me stessa (chiedo perdono per la ripetizione!) nel suo riflesso. Significa che sto crescendo, che sono più consapevole e pronta per splendere di luce mia.

Ricordati Di splendere!!!

GG

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Mia sorella ha rotto gli occhiali

Ricordo di un pomeriggio d’estate di molti anni fa. I nostri genitori erano separati e noi passavamo alcune settimane d’estate con nostro padre, ma vivevamo lontane da lui. Credo che avessi circa 8 o 9 anni. Ero con mia sorella più piccola e con mio padre in montagna, in un zona in cui diverse famiglie del nostro paese avevano una baita.

Ricordo che c’erano molti bambini, ma forse per timidezza noi decidemmo di giocare in macchina. Giocavamo con i nostri giochi e a entrare, uscire, aprire,chiudere le portiere…..

In effetti noi due bimbe non vivevamo più nel nostro paesino da uno o due anni e ci sentivamo fuori luogo anche se erano gli stessi bambini che vedevamo ogni giorno prima di trasferirci altrove. In più c’era il fattore della lingua. Nel nostro paesino si parla una lingua diversa dall’italiano, ma trasferendoci ci siamo abituate a usare solo l’italiano quindi a volte sbagliavamo le parole. Abbiamo perciò iniziato a vergognarci sentendoci turiste a casa nostra…

Comunque, a un certo punto mi sono accorta che gli occhiali da sole di nostro padre erano per terra rotti. Così sono andarta a dirglielo. Con una faccia molto arrabbiata ha chiesto chi fosse stato? E io ho dato la colpa a mia sorella che si è beccata un mascone.

In realtà non avevo idea di chi fosse la colpa. Avrebbe potuto essere stata lei oppure io o anche entrambe. Ma il mascone l’ha preso solo lei. Al di là dello schiaffo in sè che era solo un metodo educativo che i nostri genitori usavano normalmente come tanti altri genitori, questo ha generato in me un senso di colpa tanto forte da sentirne il peso ancora oggi.

Mi dispiace di essemi comportata così sono stata ingiusta. Non ho avuto il coraggio di dire la veritá e cioè che la colpa era di entrambe. Ma ero solo una bambina e non volevo perdere la stima del mio papà che non vedevo mai.

Questi siamo noi tre. Mi sembrava una foto consona visto che mia sorella aveva appena pianto ed eravamo in una baita. Oggi siamo diversi nell’ aspetto, ma solo nell’aspetto.

Poco prima di iniziare a scivere ho chiamato mia sorella per chiederle scusa. Lei si è messa a ridere dicendo che è cresciuta lo stesso nonostante il ceffone, di cui nemmeno si ricorda. E ci samo ricordate di quanto per noi fosse strano e pesante sentirci estranee a casa nostra. In parte è ancora così, considerando che da più o meno 10 anni sono tornata a vivere in quel paesino. Ancora mi sento un tantino fuori posto perchè non parlo perfettamente la lingua locale, ma mi sento anche a casa e piano piano il mio modo di parlare tornerà adessere perfetto, meglio di quanto già non sia.

Mi sono tolta un peso oggi con coraggio e amore verso mia sorella e me stessa. Ma nche verso le noi due bambine timidine che comunque non hanno smesso di volersi bene.

Ricordati di splendere!!!

GG

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Mancanza

La notte della vigilia di Natale ho avuto una rivelazione importante: la mancanza è padrona della mia vita.

Mancanza di cosa? di tutto e di nulla.

Mi sono resa conto che le mie relazioni sentimentali della vita, sia quelle serie che quelle platoniche o anche immaginate, sono sempre state tutte basate sul senso della mancanza. Mancanza di amore, di sensualitá, di fiducia, di comunicazione, di presenza, di lealtà, di affetto, di ascolto…e così via. In ciascuna relazione ho sofferto per la mancanza di almeno uno di questi fattori e, una volta concluse, ho dato la colpa della mia sofferenza (legata alla loro mancanza) ai miei partner. Solo ora capisco che questa mancanza in realtá era solo ed esclusivamente un problema mio che avevo e che ho dentro.

Credo di avere sperimentato la mancanza nella separazione dei miei genitori a 7 anni, quando mio padre da un giorno all’ altro non è stato piú nel mio nucleo famigliare. Ma forse anche prima con la mancanza di armonia, serenità e affetto di mia madre. E chissà, magari ancora ancora prima, quando mia madre ha smesso di allattarmi perchè il contatto fisico prolungato per lei era difficile da sopportare (sì allattare in effetti è bellissimo, ma anche doloroso, faticosio e sfiancante).

Quindi ho in me la radice della mancanza. A questo punto mi resta solo che prenderne consapevolezza e trasformarla piano piano in abbondanza.

È assurdo adesso l’ aver capito che la mancanza emozionale si è sempre anche riversata sulla mancanza materiale della vita. La mancanza di cose che avrei voluto, di tempo, di spazio, di soldi, obiettivi, energia e anche salute. La vita è davvero un Unico Tutto.

Per via della legge dell’attrazione, chiunque leggerà questa mia pagina starà sperimentando la mancanza da cui la sua anima vuole solo liberarlo. Questo è fantastico.

Ricordati di splendere

GG

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Lettera d’ Amore alla me stessa a 18 anni: Toccare il fondo per rinascere

Cara Greta,

Congratulazioni e benvenuta nel mondo dei grandi.

Lo so. Aspettavi con trepidazione questo momento. Da oggi puoi votare, guidare la macchina e firmale il libretto delle assenze a scuola. La mia piccola Greta ha fatto ufficialmente il primo passo nella fase in cui ci si prende la responsabilità di ogni gesto, parola e azione in modo serio. Oh e lo farai eccome…

Hai 18 anni, dovresti splendere e immaginare il tuo futuro, ma invece no.

Lo so piccola-grande ragazza che la tua vita è di una pesantezza insopportabile.

A scuola c’ è un quartettetto di coetanei che ti infastidisce in continuazione per ogni cosa che dici che fai, per come ti vesti e ti pettini, per come ti muovi e ti relazioni. Tu li ignori e sei molto brava in questo. Ma ti ritrovi a sbuffare più volte di quanto vorrsti nel sentirli ridacchiare alle tue spalle. Tranquilla, si commentano da soli e comunque appena finisce il liceo non li rivedrai più. Promesso.

A casa tua madre ti da il tormento. Sta passando una crisi con suo marito e per sfogarsi se la prende con te. Ti sgrida, ti umilia, ti urla addosso perchè tutto quello che fai lo fai male. Ti pressa perchè hai 18 anni e devi essere indipendente anche se non sai come si fa…Ti pressa solo perchè sei lì. Tua sorella non c’è mai (furba lei!!) e tuo fratello è troppo piccolo per subire vessazioni. Rimani solo tu. Mi dispiace per questa situazione.

Ti vedo quando stai ferma davanti al portone per respirare e trovare il coraggio di entrare in quel casino..ma almeno c’é tuo fratello che ti adora e ti accoglierà con un grande sorriso.

Tuttavia lo so che il peso più grande lo porti nel cuore. È già passato un anno dalla sua morte…. Era la creatura meravigliosa che insieme al tuo fratellino ti dimostrava che il mondo era anche un luogo di speranza, gioia, leggerezza e Amore, nonostante tutto.

Lui non c’è più. La vita a scuola senza di lui ha perso un po’ di significato. Gli altri tuoi compagni di scuola (a parte i quattro rompi scatole!) sono carini e ti piace stare con loro. Ma lui ti manca tanto…Era il tuo migliore amico. Ti mancano i suoi sorrisi quando ti vedeva arrivare a scuola, i vostri rituali giocosi e la sua arrotondata R moscia che sentivi ogni volta che ti nominava.

Lo so piccola. È dura. È passato un anno ma è dura.

Ti piacerebbe parlare con tuo sorella, ma ti detesta e non è mai a casa. Vorrsti essere accolta emotivamente da tua mamma, ma non lo ha mai fatto e forse non lo farà mai, non è capace….Vorresti urlare la tua tristezza e la tua rabbia ma non ti ascolterebbe nessuno. O magari si, ma solo per darti della pazza e trattarti ancora peggio.

Hai 18 anni e soffri così tanto…Mi dispiace. Vorrei abbracciarti forte e addossarmi tutto il peso che porti sul cuore, prenderti la testa fra le mani e dirti che ce la farai. supererai anche questa e sosprattutto che ne uscirai più forte e determinata che mai.

A breve ragazza mia, toccherai il fondo. Scoprirai la tristezza più cupa, soffrirai di attacchi di ansia e farai esperienza dei disturbi alimentari. Dopo ogni attacco, ogni volta che sarai sola a casa e la notte, svuoterai freneticamente la cucina di ogni genere alimentare per riempirti lo stomaco, forse nella speranza che il cibo riempa il vuoto che hai dento. Ogni volta tenterai poi di risvuotarti in bagno, inginocchiata davanti al gabinetto. Ma non ci riuscirai quasi mai. Per assurdo risulterá più facile farlo a scuola prima delle interrogazioni a stomaco vuoto.

Un pomeriggio mentre ti troverai in macchina con tua madre e tua sorella deciderai di farla finita. Loro non fanno altro che urlarti addosso che sei insopportabile, viziata, antipatica, inutile, incapace… Che senso a vivere se Lui non c’è più e a casa quasi tutti ti disprezzano.

Ma proprio quel quasi ti darà la forza per procedere. L’ amore del tuo fratellino, l’ amore di tuo padre che è lontano e ignaro di tutto, l’ amore dei i tuoi amici che non si meritano un’ altra tragedia, l’ amore di tua sorella perchè non è vero che ti disprezza, ma capirai che anche lei vuole solo essere amata, ascoltata e accolta soprattutto da te.

Ti rialzerai ragazza grande. Fiorirai. Evitari il più possibile le interazioni con gli adulti coinquilini per dedicarti solo alle persone con le quali ami passare il tempo, anche tua sorella.

Ce la farai ragazza. Lui resterà sempre nel tuo cuore. La tristezza sará sostituita dall’ amore che vi legava. Tua sorella crescerà per creare una famiglia impregnata d’amore. Il tuo fratellino diventerà un giovane uomo e capirà tutto senza mai smettere di essere straordinario. I tuoi amici di scuola prenderanno la loro strada e ne incontrerai di nuovi ovunque andrai. E tu diventerai la donna meravigliosa che non sai ancora di essere. Passo a passo guarirai il tuo passto e la vita ti donerà persone ed esperienze meravigliose.

Lo so che è difficile da credere adesso, ma la vita è meravigliosa per davvero. Te ne accorgerai vedendo crescere tua figlia e osservando il grande amore disinteressato e autentico che solo i figli provano per la loro mamma. Sarai mamma piccola mia e forte della tua esperienza, sarai la mamma migliore del mondo.

Ti abbraccio Greta. Ti amo. Ti vedo e accolgo il tuo dolore. Mi prendo da adesso la responsabilità dei tuoi drammi quotidiani per guarire la tua vita e aiutarti a gioirne.

Sorridi e splendi ragazza grande. Senza di te il mondo non sarebbe così bello.

Ricordati di splendere!!!

GG

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Lettera d’ Amore alla me bambina: una bambina violenta

Cara me,

Sì. Ero una bambina violenta. O almeno io mi giudicavo così quando pensavo a me stessa. Ma in realtá questo non era nemmeno un giudizio mio. I miei nonni mi consideravao e giudicavano come bambina viziata, arrogante, egoista e violenta.

Me lo dicevano spesso. Per punirmi, svilirmi e mortificarmi durante le sgridate. Ogni volta che disobbedivo o semplicemente mostravo un emozione che a loro non piaceva.

Mi dispiace piccola mia. I nonni dicevano cose cattive perchè forse loro sono stati a loro volta educati in questo modo. Per loro erano le parole più giuste da dire a una bambina che secondo loro non veniva educata abbastanza dalla propria madre. Ah quanto male ti hanno fatto quei quidizi…

È vero eri violenta, nei confronti della tua sorellina. La picchiavi e sgridavi spesso. La insultavi e offendevi come solo tu sapevi fare per farla piangere e poi la sgridavi perchè piangeva. Eri proprio così. Ma solo ora mi rendo conto che non eri affatto cattiva; non lo sei mai stata. Semplicemente imitavi i grandi. A casa i ceffoni volavano quotidianamente così come gli insulti, le urla, le minacce…..Niente di tragico ma faceva male lo stesso. Lo so. Facevi a tua sorella quello che facevano a te.

Mi dispiace piccola per questa infanzia difficile che hai dovuto vivere. Tuo padre, il tuo eroe era lontano e nessuno si prendeva la briga di capire i tuoi comportamenti e ascoltare la tua sofferenza.

In qualche modo pensavi che se avessi agito come i grandi, loro ti avrebbero amato come volevi tu. Invece loro si arrabbiavano perchè in te, a loro volta, vedevano sè stessi e i propri atteggiamenti che detestavano di più. Era un circolo vizioso. Ma ne uscirai, te lo prometto.

Ti amo piccola bimba. Lasciali parlare e agire i grandi come meglio credono. Ignorali e lasciali crogiolare nei loro conflitti interiori che non hanno minimamente a che vedere con te. Tu sei una creatura meravigliosa e nel profondo lo sai e adesso te lo dico anch’io. Sei una bambina affamata di amore, serenità e gioia, perchè non ne hai avute abbastanza.

Sei solo una bambina, ma con una grandissima forza e un giorno imparerai a splendere di luce tua e a perdonare coloro che ti hanno fatto soffrire perchè soffrivano loro stessi. Vedrai che la vita è bella nonostante tutto e che se vorrai potrai vivere nell’ amore sempre. E tua sorella che diventerà grande, ti amerá sempre perchè capirà, in realtá ti ha sempre capita. Sará per sempre la tua compagna di vita poichè avete condiviso la stessa famiglia e la stessa infazia, dunque solo voi due vi conoscete per davvero e sarete la spalla l’ una dell’ altra per sempre anche se da grandi prenderete strade diverse.

Ti voglio bene piccola mia. Ti amo così come sei, come sei stata e come sarai. I demoni li affronterò io per te e ti restituirò l’ infanzia che ogni bambina si merita. Perdonerò i nonni e i tuoi genitori per quei momenti bui e perdonerò te, me stessa, per avere creduto alle loro parole.

Ti vedo, ti sento, ti ascolto, ti accolgo e ti amo.

Ricordati di splendere!!!

GG

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Voglio, pretendo, esigo!

Nel leggere questi tre verbi vedo l’ immagine di un bambino che a pugni stretti urla e punta i piedi guardando verso un adulto che deve correre per soddifare il suo bisogno, subito!

Ieri pomeriggio mi sono resa conto di quanto io assomigli a quel bambino impetuoso.

Avevo una scaletta di compiti da fare, ma la mia bambina non aveva intenzione di lasciarmi andare e suo nonno, che avrebbe dovuto badare a lei non ha fatto nulla per aiutarmi. Così ho chiuso gli occhi e ho inziato a urlare dentro. Volevo che tutto andasse secondo i miei piani, ma non potevo muovermi. Volevo che mio padre intervenisse con un idea geniale per staccare la bambina da me senza drammi. Volevo che lei mi lasciasse andare. Volevo anche riposarmi perchè sentivo la stanchezza di una notte difficile.

Volevo tutto questo e qualcos’altro ancora. Anzi: volevo, pretendevo, esigevo che qualcuno mi aiutasse a soddisfare tutti i miei bisogni. Proprio come il bambino urlante.

Capita questa cosa, la mia mente si è rilassata e ho appurato che l’unica cosa da fare era accettare che per quel giorno, le cose non sarebbero andate secondo i miei piani. Non c’era altra soluzione. Ho passato il resto della giornata con la mia bimba che poi la notte si è addormentata serena a un orario abbastanza umano.

Ma cosa importante è l’ aver capito che se desidero diventare la persona adulta e indipendente che vorrei essere devo smettere di pretendere che altri risolvano tutti i miei problemi. Dopotutto sono in grado di risolverli da sola. In quasi trentatrè anni spero di aver accumulato abbastanza esperienze per imparare a gestire le situazioni quotidiane. Ma a parte ciò, credo che essere indipendente alla fine significhi anche questo.

Mi sono chiesta cosa farei se mio padre non esistesse. Mio padre o chiunque altro sul quale faccio affidamento ogni giorno. Cosa farei senza di loro? E la risposta che vorrei sentirmi dire è qualcosa del tipo:”sopravvivrei e ce la farei lo stesso”.

Sono felice di aver fatto un altro passo per la mia evoluzione umana. D’ altronde è questo che vorrei insegnare a mia figlia: che non ha senso dipendere da qualcuno per ottenere quello che vogliamo, possiamo ottenerlo anche da soli oppure accettare che avolte le cose non si ottengono e basta. A prescindere dagli altri che consideriamo più importanti e capaci di noi. Di me.

Ricordati di splendere!!!

GG

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“La felicità è concentrazione”

Questa frase l’ho sentita pronunciare da Roberta Cavallo. È piuttosto conosciuta e la seguo da molto tempo attraverso mezzi diversi. Si occupa di educazione dei bambini, ma più in particolare di educazione di adulti che si rapportano ai bambini per lavoro o in famiglia. Io la trovo fantastica.

Comunque questa frase mi ha pesonalmente stravolto la vita. Poichè prima di sentirla, ero convinta che la felicità fosse altro. Poi meditando, ragionando e ponderando ho capito quanto fosse vera.

La felicità é concentrazione!

Sembra chiara, limpida e semplice. Ma é incredibilmente difficile da applicare per me che ho vissuto quasi tutta la vita con la testa tra le nuvole. Stare nel qui e ora é una sfida alla quale mi sto approcciando da molti mesi, anche anni direi. E a parte l’ incostanza in generale che non aiuta, in questo preciso momento restare concentrata è quasi impossibile.

Sto vivendo in quarantena da una settimana esatta. Eppure, anche se non sto malissimo non riesco a concentrarmi in nulla. Che sia un libro, o nel cucinare o nello stare con partner e figlia. È come se fossi in una bolla i cui vorrei fare qualsiasi cosa a parte quello che sto fisicamente facendo. Mi distraggo facilmente e velocemente. Mi annoio subito e tendo a fare qualco’ altro che in effetti è più noioso.

Tipo mettermi lì a giocare con la bimba per me è una fatica senza fine, mi annoio e vorrei fare altro come guardare qualcosa di inutile alla tv o al cellulare. Mi sento così vuota per questo.

Ma nei mesi precendeti grazie allo studio ho avuto la possibilità di allenare la concentrazione. E dio se stavo bene in quei momenti. Mi sentivo completa, utile, e viva. Specialmente viva. La mia sfida di questi questi giorni credo che sarà proprio l’allenamento della concentrazione. Qualsiasi sia la mia attività. Magari allenandomi in periodi brevi tipo di 10 o 20 minuti.

Non posso contunuare così. Inizio da subito.

Ricordati di splendere!!!

GG

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Non sopporto chi piange!

Proprio così. Ho una bambina di due anni che piange spesso. Ho un cane che piagnucola quando vuole uscire. Ho una gatta che miagola i modo martellante e insistente quando vuole qualcosa. Una “matrigna” molto lamentosa che spesso piange. Per non parlare del mondo degli “altri” che piangnucolano lamentandosi o urlando: piccoli vicini di casa, gente per le strade, sul treno…ovunque.

Mi sono resa conto che quando succede, mi irrigidisco e divento nervosa. Il peggio è quando sono stanca e quindi reagisco anche male. Cioè urlo, piango e mi lamento anch’io!!

Però perchè?

Ci ho riflettuto a fondo e credo che i motivi siano essenzialmente due.

Prima di tutto sono una persona che vive molto tra le nuvole. Mi perdo in mille pensieri e fantasie che mi rilassano e mi allontanano dallo stress del “qui e ora”. Oppure proietto il pensiero sul passato o sul futuro o anche sul ” dovrei fare questo…” È così che la mia mente vuole proteggermi, mi porta a viaggiare fuori dal tempo per calmare i nervi e il cuore. Solo che questi pensieri vengono spesso interrotti da una qualsiasi cratura che vuole le mie attenzioni e le chiede urlando, piangendo, guaendo o miagolando….E qui mi arrabbio. Perdo le staffe. Nessuno mi lascia lo spazio per stare con i miei pensieri. Mi vogliono tutti qui, presente, adesso! Ed esplodo di rabbia.

A questo punto viene il difficile. Ho capito l’inghippo e con consapevolezza è giunto il momento di risolverlo. Gli altri sono solo il mio specchio. Non sono i loro piagnistei il problema. Lo sono i miei. La mia “bambina interiore” piange forte perchè vuole la mia attenzione. Vuole essere amata così com’è, ascoltata, presa sul serio, capita. Vuole qualcuno che la guardi negli occhi e dica: ” Eccomi. Sono qui per te. Hai tutta la mia attenzione”.

La parola chiave è attenzione. Il fatto di non prestare attenzione a me stessa, a quello che faccio e a quello che sento è il grande motivo per cui i piagnucoloni mi innervosiscono. Quando sono attenta e concentrata i pianti non li sento nemmeno. Dunque la vera sfida della mia vita, è imparare l’attenzione. Vivere pienamente quello che faccio appunto con attenzione. Stando nel qui e ora concentrata, respirando a fondo. Nello studio questa rivelazione è stata fonndamentale (sì sono una studentessa).

L’ altro motivo è che da bambina il mio pianto non era ascoltato. I bambini solo piangendo possono esprimere che qualcosa non va. Anche come mamma, classifico spesso i pianti come capricci o come lamenti senza senso e li zittisco con arroganza, sbuffando anche! Quando magari, la mia bambina( figlia) vole solo la mia attenzione per essere guardata, ascoltata e presa sul serio. Vuole passare del tempo con me. vuole conoscermi meglio. Vuole imparare qualcosa o solo imparare a fare quello che faccio io. Vuole che dica: ” Eccomi.Sono qui per te. Hai tutta la mia attenzione”.

E qui si ritorna alla mia “bambina interiore”. I motivi li ho indicati come due, ma alla fine della fiera è solo uno. La mia anima vuole che io viva con attennzione: nei confronti miei e delle mie emozioni, nei confronti delle mie azioni e nei confronti della totalità degli altri. Perchè la vita è qui…non in uno spazio che nemmeno esiste. Qui e ora.

Sarà difficile ma sono determinata a farlo.

Ricordati di splendere!!!

GG